UMENTARE LA PRODUTTIVITà

Come aumentare la produttività?

Come aumentare la produttività

Come si fa a riuscire a fare tante cose, magari anche fatte bene in pochissimo tempo? Produttività e benessere sono strettamente legati.

Più si sta bene, più si riesce a essere produttivi.

Cercando su Google “i segreti della produttività” scopriamo tantissime informazioni, molte di esse anche scorrette.

  • Svegliarsi molto presto la mattina,
  • fare le docce fredde,
  • avere una disciplina che richiama molto quella dei Marines.

Produttività e benessere sono strettamente legati: più si sta bene, più si riesce a essere produttivi.

Ma questo non significa arrivare a lavorare tantissime ore al giorno.

Significa lavorare il giusto numero di ore. Imparare a lavorare meglio nelle ore in cui ci dedichiamo al lavoro ci permette di lavorare minore e quindi di avere più tempo per la nostra vita personale e per il nostro benessere.

Il fenomeno dell’Overworking

Viviamo in un mondo dove ci hanno abituato a pensare, lavorare di più, lavorare hard e con più intensità è diventato quasi un sinonimo di lavorare meglio, mentre lavorare in maniera facile è diventato sinonimo quasi di un fallimento.

Ma è davvero così?

Hard = Better

Easy = Lazy

Ma è davvero così?

Lavorare troppo non porta da nessuna parte, se non forse al burn out. E lì non ci vuole arrivare nessuno!

Come si fa a essere davvero produttivi?

L’importanza del recupero

Mi alleno, insegno sport da una vita e come tutti gli sportivi so benissimo che il riposo e il recupero fanno parte dell’allenamento. Senza il riposo non c’è un miglioramento nella nostra prestazione fisica.

E se questo discorso fosse applicabile anche a livello cerebrale e non solo per l’aspetto fisico?

Quando abbiamo un obiettivo lavorativo mettiamo tutti noi stessi nel raggiungerlo e spesso ci dimentichiamo del resto, lo accantoniamo. Non ci prendiamo quasi più cura di noi stessi, non recuperiamo abbastanza, non ci dedichiamo del tempo a noi, ai nostri hobby e anche alle persone che ci sono attorno.

Metodo di lavoro produttivo

Il modo in cui facciamo le cose è altrettanto importante quanto i risultati che vogliamo ottenere.

Se mi fermo un attimo a pensare a me stessa e al mio modo di lavorare nel passato, mi rendo conto di quante volte abbia completamente sbagliato l’approccio. Quante volte mi è capitato di buttarmi a capofitto in un nuovo progetto con tutta me stessa e con tutte le mie energie.

E solo adesso mi rendo conto di quanto questo fosse completamente sbagliato. Non mi davo sufficiente tempo per recuperare e questo mi ha portato ad avere degli alti e bassi di produttività.

Ci sono stati giorni in cui nemmeno mettevo il naso fuori di casa e questi giorni erano alternati ad altri in cui ero così stanca che non riuscivo nemmeno a mettere insieme due frasi di senso compiuto.

E in questo caso interveniva anche la frustrazione per non riuscire a portare avanti il lavoro che mi ero prefissato. E anche, molto spesso, i sensi di colpa.

Ed è stato in quel momento che iniziato a chiedermi:

“E se esistesse un modo diverso, una via magari più sana?”

Ho recentemente letto la storia della conquista del Polo Sud.

Due team si sono affrontati, un team norvegese e uno britannico, con due approcci completamente diversi. Il team british ogni giorno marciava fino al proprio limite per andare il più veloce possibile, quindi raggiungere la meta prima.

Nei giorni buoni avanzavano molto velocemente, ma nei giorni di cattivo tempo le avverse condizioni atmosferiche portavano gli uomini a terminare esausti. Senza darsi mai il tempo giusto per riposare. E questo, ovviamente, portava delle conseguenze sul loro umore e anche sul livello psicologico.

Il team norvegese, invece, ha adottato un approccio completamente diverso ha scelto una velocità costante che permettesse loro di avanzare, ma anche di recuperare. Ogni giorno, esattamente la stessa quantità di chilometri, sia nei giorni buoni che in quelli meno buoni.

Il Polo, piccolo spoiler, lo ha conquistato il team norvegese e nel racconto l’approccio del team viene descritto più o meno con queste parole “ha scelto di avanzare ogni giorno senza compiere un particolare sforzo“.

Progressi costanti, prevedibili ogni singolo giorno.

Questa descrizione mi ha aperto un mondo.

Letture utili per migliorare la produttività

Ho studiato a fondo questi due libri che mi hanno aperto la mente: Atomic Habits e Clockwork

Atomic Habits

Atomic Habits racconta come costruire delle abitudini di successo, piccole azioni quotidiane che, portate avanti nel tempo, portano a grandissimi risultati.

ClockWork

Clockwork invece ci racconta come identificare quelle azioni all’interno del nostro lavoro sulle quali focalizzarci per poter lavorare meglio e anche meno.

Capire come funzionano, come esseri umani, come funziona il nostro corpo, come funziona il nostro cervello ci permette sicuramente di andare nella giusta direzione, in quella del nostro benessere.

E investire sul tuo benessere è l’investimento migliore che tu possa fare in tutta la tua vita, perché sicuramente ne troverà giovamento la tua produttività in ambito lavorativo, ma soprattutto la tua felicità in tutto il resto della vita.

Come organizzare le giornate per essere più produttivi

Non è necessario lavorare più ore per essere più produttivi.

Il “segreto” è invece compiere azioni costanti e continuative, migliorandosi, anche se di poco, ogni singolo giorno.

✅ Programma le giornate, inserendo sia gli aspetti lavorativi che quelli personali.

✅ Dedica del tempo a te.

✅ Non accendere il cell o il computer subito al risveglio. Lascia la mente riposata senza influenze esterne.

✅ Dedico tempo all’attività sportiva e alle lettura. 15 pagine ogni giorno. Con costanza.

✅ Non fare una lista infinita di attività, metti dei paletti: il minimo da fare e anche il massimo, niente eccessi.

✅ Attenzione al livello di energia.

✅ Quando lavori, togli le notifiche e blocca internet. Non puntare solo sulla forza di volontà. Elimina le tentazioni.

✅ Usa le cuffie e ascolta i suoni binaurali.

✅ Non metto più telefonate quando sei al picco di energia più carica e programma le attività ripetitive o che richiedono poco sforzo cognitivo quando sono stanca/o.

✅ La pausa pranzo deve essere proprio una pausa. Non mangiare davanti al computer. Anche se sei sola/o cucino per te. Il cibo è importantissimo per avere la giusta energia.

Cosa succede se un giorno non si segue la programmazione

Ovviamente non tutti i giorni sono uguali. In fondo siamo umani, non siamo degli automi.

Io ho imparato a riconoscere i miei comportamenti tossici e a cercare di correggerli immediatamente, a non rompere la catena delle buone e sane abitudini.

Questo significa che se avevi programmato di fare una corsa ma senti la spossatezza, non importa. Non andare a correre, limitati a fare una passeggiata magari anche solo attorno all’isolato.

Questo non ti farà sentire in colpa e domani non avrai la scusa per dire “ma non l’ho fatto neppure ieri, ricomincio lunedì”.

È proprio questo che fa la differenza, anche nella lunga distanza.

Riuscire a compiere delle azioni quotidiane piccole che ci richiedono poco sforzo, ma portarle avanti a lungo nel tempo, progredire ogni giorno senza un particolare sforzo.

 

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